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“Donne straordinarie. Il coraggio di essere libere”.

La mostra/spettacolo dell’associazione Thyrus di Terni che celebra le donne che hanno cambiato l’arte e la storia
“Donne straordinarie – Il coraggio di essere libere” a cura di Jenny Piccini e Leonardo Martellucci, prima grande mostra collettiva dell’associazione Thyrus costituita a Terni nel 2023, è un progetto artistico nato con l’intento di raccontare alcune figure di donne che hanno mostrato al mondo una via alternativa per la femminilità, diversa dalla posizione di subalternità a cui le società hanno sempre tentato di ridurla.
Le iniziative dell’associazione Thyrus
Il nome dell’associazione è ispirato alla figura del “Drago Thyrus” simbolo della città, eletto a “custode delle arti” con la grande scultura in acciaio di Marco Diamanti inaugurata il 15 giugno 2024.
Una delle caratteristiche dell’associazione, come ha affermato una delle fondatrici, Jenny Piccini, è quella di promuovere la molteplicità di tutte le arti, creando connessioni con le realtà culturali già esistenti sul territorio e creandone di nuove.
In un solo anno l’associazione Thyrus è stata una delle forze creative che hanno contribuito alla rinascita in nuove forme del “Festival CavouArt” e nei mesi successivi ha organizzato diverse mostre collettive in occasione di eventi significativi per la città di Terni, come le celebrazioni in occasione di San Valentino a febbraio, “Wine love weekend” a maggio e le “Giornate del Drago” a giugno.
In occasione del Festival CavouArt nel settembre 2023 l’associazione ha promosso due collettive interamente al femminile “Trait d’Union” di Elisa Lanzillotti, Jenny Piccini e Silvia Argenti, e “Caleidoscopio” di Claudia Quintili, Consuelo Venturi, Claudia Nicoletta Carrubba, Katia Grilli e Irene Veschi.
“Donne Straordinarie” che rompono con gli schemi
Le protagoniste del progetto artistico Donne Straordinarie con le loro vite ancor prima che con le loro azioni, hanno avuto il coraggio di rompere gli schemi del mondo loro contemporaneo, per affermare la loro presenza tanto necessaria ed eccezionale quanto fastidiosa per chi le avrebbe volute vedere ai margini del mondo.
Il progetto “Donne Straordinarie” prevede l’interazione di diversi linguaggi artistici. La mostra è inaugurata o associata ogni volta a uno spettacolo che ha l’obbiettivo di far risuonare i volti, le voci, i pensieri, le gioie e le sofferenze di alcune donne che con il loro contributo hanno contribuito a tracciare la rotta verso una società nuova, di cui oggi vediamo i timidi inizi ma che deve ancora fare tanto per costruirsi.
Storie di donne come sono tutte le vite, estremamente singolari, eppure legate da un sottilissimo filo rosso: tutte le protagoniste hanno infatti fatto delle scelte volte ad affermare la loro individualità in quanto tale, a prescindere da quello che di loro poteva pensare il mondo che le circondava.
Tutte hanno insomma trovato il coraggio di scoprirsi libere dai legacci di un mondo che questa libertà negava, a volte pagando il coraggio di questa scelta anche con la propria stessa vita.


Il manifesto della Mostra “Donne Straordinarie” e la curatrice Jenny Piccini
Undici figure femminili raccontano le “Donne Straordinarie”
Le protagoniste del progetto Donne Straordinarie sono undici figure femminili protagoniste della storia, della poesia, della letteratura e delle arti visive del Novecento e dell’epoca contemporanea: da Alda Merini a Camille Claudel, da Frida Kahlo a Tina Modotti, da Artemisia Gentileschi a Vivian Maier.
La mostra è associata a uno spettacolo introduttivo con attori di teatro e musicisti. Donne Straordinarie è stata proposta fino ad oggi in tre occasioni.
Per la prima volta la mostra è stata esposta dal 4 al 12 gennaio presso la BCT di Terni. In primavera Donne Straordinarie ha fatto tappa al suggestivo complesso monumentale San Francesco di Trevi il 9 marzo per una estemporanea in occasione della Giornata della Donna, e a Sangemini a maggio prima e dopo uno spettacolo teatrale sul tema della violenza di genere.
In mostra le opere di Jenny Piccini, Elisa Lanzillotti, Francesca Gentile, Martina Lattanzi, Consuelo Venturi, Tatiana Morbidi, Katia Grilli, Sabrina Moretti, Silvia Argenti, Melissa Marchetti, Giulia Angelucci, Claudia Quintili, Claudia Nicoletta Carrubba, Rita Pecci, Francesca Fausti, Leonardo Martellucci, Claudio Bignami, Francesco Domenico Nola e Giosuè Lizzio.
Come ci ha spiegato la curatrice Jenny Piccini, la mostra non solo è itinerante, ma, pur essendo incentrata sempre sulle stesse figure di “Donne Straordinarie” ogni volta propone le diverse interpretazioni e sensibilità di artiste e artisti.
Anche quasi tutte le partecipanti al progetto espositivo sono donne.

Francesca Gentile con le opere esposte nella mostra “Donne Straordinarie”
Creatività e anticonformismo femminile
La mostra è divisa in sezioni tematiche: Ragione e Follia, Camille Claudel e Alda Merini; Anticonformismo e creatività, Frida Kahlo e Vali Myers; Cinema è donna, Lina Wertmuller e Audrey Hepburn; Diritti e potere, Rosa Parks e Masha Amini; Streghe e Puttane, Ipazia, Giovanna d’Arco e Artemisia Gentileschi.
Una scelta nella quale hanno spazio figure ormai “iconiche” della creatività e dell’anticonformismo femminile come Frida Kahlo, Artemisia Gentileschi e Alda Merini, e altre meno conosciute come Vali Myers.
Artista poliedrica, pittrice e danzatrice, l’australiana Vali Myers arrivò in Italia nel 1955 con i suoi lunghi capelli rossi e un abbigliamento “hippy” che destava sospetto e curiosità nell’Italia di allora.
Vali si innamorò del “Vallone Porto” di Positano dove visse una vita a diretto contatto con la natura selvaggia della zona.
Nella presentazione di Donne Straordinarie è Diletta Masetti a dare voce alla “strega di Positano” figura straordinaria e dimenticata di donna che sfidò apertamente l’ipocrisia dell’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta: l’artista e il suo compagno di allora, pur appoggiati dalla popolazione locale, furono accusati anche di accattonaggio.
Con la figura di Frida Kahlo il progetto mostra come per la pittrice messicana il corpo stesso sia diventato manifesto artistico, precorrendo l’approccio della body art e della performance.
Uno dei temi centrali della mostra è quello di ricordare le figure delle donne che si affermarono nel mondo dell’arte quando la stessa era ancora a loro preclusa.
La suggestiva “Artemisia tatuata” della fotografa Francesca Gentile, artista che si distingue per la sua staged photography ispirata ai colori e alle atmosfere della pittura caravaggesca, è un’affascinante rilettura della figura dell’artista romana, efficacissima nel rendere attuale una delle “icone” dell’affermazione femminile nel mondo dell’arte e della lotta che condusse contro una società, quella del Seicento, che considerava accettabile la violenza sessuale se seguita da un “matrimonio riparatore”.
“Fui la pittora di colori trionfanti e la mia fama, di dolore in dolore di scherno in scherno, fece giustizia dell’invidia di piccoli uomini, falliti artisti. Nei giorni lieti in quelli tristi non ho ceduto alla commiserazione. E adesso brilla di giallo e di seta, nei secoli il mio nome” A darle voce è sempre Diletta Masetti.

Katia Grilli e la sua realizzazione su Frida Kahlo
“Donne Straordinarie”, lo spettacolo teatrale
Assieme alla rilettura di Francesca Gentile, Artemisia di Donne Straordinarie è rappresentata grazie allo spettacolo teatrale come una donna “vincente” e rivoluzionaria, proprio nell’anno nel quale la mostra a lei dedicata a Genova è stata al centro di vivaci polemiche perché accusata di essere allestita secondo uno sguardo “patriarcale” che legava eccessivamente la sua figura all’episodio dello stupro del quale è stata vittima nella prima parte della sua carriera artistica.
Camille Claudel, la figura femminile scelta dalla curatrice della mostra Jenny Piccini, molti secoli dopo è stata scultrice quando la scultura era una forma d’arte nella quale l’opera di una donna suscitava scalpore e scandalo.
Camille Claudel aveva una sensibilità artistica fuori dal comune come quella di Alda Merini, due donne etichettate come “folli” alle quali la mostra dell’associazione Thyrus rende omaggio con l’interpretazione di alcune delle sue artiste.
Per il tema “diritti e potere” due donne come Rosa Parks e Masha Amini, protagoniste di una battaglia per la libertà della società intera.
Tra le undici figure scelte per la mostra anche Lina Wertmuller, che è stata tra le prime donne a essere protagoniste del cinema non come attrice, ma “dalla parte della regia”.
Con “Sante, streghe e puttane” che rievoca (oltre alla già citata Artemisia Gentileschi) le figure di Giovanna d’Arco e Ipazia Donne Straordinarie ricorda come sotto l’accusa di “stregoneria” sono state per secoli perseguitate le donne che si sono distinte in campi considerati esclusivamente maschili: non solo l’arte, ma anche il sapere e la filosofia (Ipazia) la battaglia (Giovanna) e la medicina.
Un’unione di tutte le arti, letteratura, fotografia, teatro, pittura per raccontare la “rivoluzione” portata dall’energia e dalla creatività femminile nel campo delle arti, del cinema e del teatro, della politica, dei costumi sociali nel corso dei secoli.
Un’energia che è stata a lungo associata, come il progetto ricorda in maniera ricorrente, alla “stregoneria” e che si percepisce con grandissima intensità in una città che è stata fortemente legata ai culti pagani delle divinità femminili del mondo preromano precristiano.
Un’energia che caratterizza l’associazione promotrice, che ha come obbiettivo di promuovere il cambiamento del territorio nel quale opera esaltando e mettendo in rete le tantissime energie creative che lo abitano.
I prossimi appuntamenti di questa straordinaria mostra itinerante sono previsti in autunno, tra settembre e ottobre, in uno spazio privato che si è dimostrato interessato a investire su questo progetto.
✍🏻 Andrea Macciò