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Sonia Delponte e la sua “Arte del Recupero”

Sonia Delponte, l’artista di Volpedo che crea attraverso il recupero e il riciclo
Sonia Delponte è un’artista alessandrina, originaria di Volpedo, il paese della Val Curone che ha dato i natali al celebra pittore Pellizza, la cui arte unisce il recupero e il riciclo di materiali a narrative non esclusivamente ambientali.
Dopo gli inizi da autodidatta, negli ultimi tre anni ha approfondito le sue conoscenze teoriche ed ha creato un suo stile personalissimo basato sull’utilizzo di materiali “poveri” e dimenticati per creare micro-installazioni che mettono insieme pittura, assemblaggi e altre tecniche come i suggestivi “paesi sospesi”.
L’arte come occasione di “recupero” e “riciclo” e di creazione di una nuova sensibilità culturale che ci ricorda l’intima connessione con l’ambiente, e il suo impegno per la sensibilizzazione sul tema della violenza di genere attraverso la creatività e la bellezza, sono due dei temi caratterizzanti l’attività artistica di Sonia Delponte.
I concetti di recupero, riciclo, riuso, circolarità sono fondamentali oggi per la salvaguardia dell’ambiente nel quale viviamo.
Sonia Delponte è riuscita a interpretare artisticamente questi concetti, che solitamente trovano espressione nel mondo della “Land Art” in maniera assolutamente originale e personale.
Per questo abbiamo scelto di incontrarla per 100MAG in occasione della “giornata mondiale dell’ambiente” (https://www.isprambiente.gov.it/it/news/giornata-mondiale-dell-ambiente-2024) e dei suoi nuovi progetti espositivi.
Sonia Delponte, il percorso artistico
Puoi raccontarci qualcosa del percorso che ti ha portato ad avvicinarti all’arte?
Fin da bambina ho amato il disegno e la pittura in maniera significativa: un modo per esprimere le mie più vere emozioni che, nel tempo libero, ho sempre praticato da autodidatta.
Nel 2020 ho deciso di approfondire le mie conoscenze artistiche con un percorso di studio triennale sulle principali tecniche accademiche, con la pittrice ed insegnante d’arte Alessandra Sessa; questo mi ha dato la conferma della mia grande passione per l’arte e il mio bisogno di viverla continuando a studiarla.
L’interesse, alimentato da sempre, per il mondo del riciclo mi ha ispirata alla contaminazione delle tecniche imparate con elementi di recupero creando, attraverso la fantasia, opere che vogliono dare nuova vita a materiali dimenticati.
Nel 2021 ho iniziato ad esporre le mie opere in occasione di eventi locali e dal 2022 mi sono unita al Movimento Casualista partecipando a varie mostre collettive del territorio Alessandrino, tra cui Castelnuovo Scrivia, Castellazzo Bormida, Tortona ed Alessandria, principalmente con lavori di recupero.
Ad inizio 2023 ho realizzato la mia prima mostra personale dal titolo “Paesi Sospesi” a Voghera (Pv) e successivamente ho partecipato a varie esposizioni a Tortona, Volpedo, Novi Ligure, Casasco in provincia di Alessandria e Rivanazzano Terme (PV), Rapallo (GE) Varazze (SV) e Vicenza dove ho avuto la possibilità di far scoprire le mie nuove opere con l’inserimento della pittura.
Tra le mostre più recenti, Narrazione Materiche a Tortona nel novembre 2023, una mostra benefica, a Vicenza, “Pennellate d’Autismo” e una video esposizione organizzata da “Fondazione Effetto Arte” a Miami, nello stesso periodo.
A dicembre 2023 ho partecipato a a due collettive, una a Novi Ligure e una collettiva a Castelnuovo Scrivia presso il Castello Podestarile oltre ad aver realizzato il Presepe del Municipio di Volpedo (AL) per il secondo anno, e in primavera a una mostra collettiva a cura di Varaggio Art a Varazze (Sv), a Genova e a Rivanazzano Terme.
L’arte mi ha permesso di conoscere molte persone con la mia stessa passione, partecipare ad eventi benefici che mi hanno dato molta soddisfazione, fare amicizie con persone con cui è nata forte sinergia e con cui sto sviluppando nuovi progetti.
Sonia Delponte e l’arte del recupero
Che cosa intendi esattamente per “arte del recupero”?
Arte del Recupero per me significa dare una seconda vita a materiali dimenticati.
Il mio intento, con le mie opere, è creare qualche cosa di piacevole alla vista, che susciti curiosità, che racconti una storia in maniera leggera, che tocchi un tema utilizzando materiali molto semplici e reperibili da chiunque.
Si può ‘fare arte’ con elementi poveri, a volte apparentemente inutili, utilizzando la fantasia e l’immaginazione.
Negli ultimi mesi ho iniziato anche a proporre dei laboratori per bambini presso la Biblioteca di Novi Ligure e altre sedi, per introdurre al tema del riuso e del riciclo attraverso l’arte e la creatività.
Il messaggio dei miei laboratori è che sia possibile sostenere e salvaguardare l’ambiente facendo qualcosa di divertente, creativo e che trasmetta bellezza ed emozioni, dando una nuova vita ai materiali attraverso l’arte.
Quali sono i materiali che usi per le tue creazioni di “arte del recupero”?
Le mie creazioni contengono vari materiali, in base a quello che ho a disposizione nasce un progetto che può contenere legno, tessuto, tappi, metallo, carta, vecchi spartiti musicali o pagine di libro. L’aspetto più divertente è riconoscerli all’interno dell’opera.
Questi elementi perdono il loro significato originario, si trasformano e, come in tutti i lavori di riciclo, il tutto diventa nuovo.
L’insieme può essere piacevole, ma lo scopo del mio lavoro è dare un messaggio, fare pensare e lasciare un ricordo.
L’arte e la violenza di genere

Sonia Delponte, “Perle di sofferenza” (Trittico).
In molte delle tue mostre è presente un’opera sul tema della violenza di genere, Tu pensi che l’arte e la creatività possano avere un ruolo importante nel contrastare questo fenomeno? E, se sì, attraverso quali canali?
Questo triste tema sta diventando purtroppo ricorrente.
In occasione della mostra “Narrazione Materiche” (bi-personale con Manuela Serra Cocco) che si è svolta nel novembre 2023 a Tortona, ho esposto il mio quadro “Rispetto e Memoria” con l’abbinamento di un libro scultura con un messaggio importante: “Tra testa e cuore solo rispetto e amore”.
Credo che sia importantissimo, con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, fare sensibilizzazione sull’argomento e l’arte può essere assolutamente uno di questi.
È fondamentale lanciare messaggi forti contro la violenza e, artisticamente, lo si può fare in maniera diretta.
Nella collettiva natalizia “30×30” presso lo studio 55 di Novi Ligure tra dicembre e gennaio 2023 ho proposto il trittico “Perle di Sofferenza”, dedicata al tema della violenza sulle donne.
In occasione di questa mostra ho presentato tre opere ispirate a tre autori del Novecento ormai “classici” come Picasso, Matisse e Modigliani, tre figure femminili, con una tecnica mista nella quale la pittura si accompagna al materico, ai materiali di recupero, e in questo caso, alla tecnica del “cucito” grazie alla quale sono state aggiunte alla rappresentazione un “palloncino” e le “perle” che rappresentano la sofferenza vissuta dalle donne vittime della violenza di genere.
La riproduzione dei classici non è un “falso d’autore” ma una vera e propria reinterpretazione secondo la mia sensibilità.
In primavera, in una mostra collettiva a Varazze organizzata dall’associazione “Varaggio Art” ho presentato l’opera “Fragilità nascoste” sul tema della violenza psicologica. Il quadro vuole invitarci a indagare alla sofferenza o alla fragilità che si possono nascondere dietro la “cornice dorata” di un sorriso o dell’aspetto fisico di una donna. Nel quadro ho rappresentato il volto di Marylin Monroe, mettendo in contrasto la cornice dorata con i colori scuri del quadro, come per invitare lo spettatore ad andare oltre l’apparenza.
Io, nel mio piccolo, sto realizzando lavori sul tema della violenza di genere per molti dei miei prossimi eventi espositivi, in modo che si ricordi ogni giorno il problema e non solo il 25 novembre.
Alcune delle tue opere sono state più volte esposte nelle collettive del movimento artistico del “Casualismo”. Ci puoi raccontare in che cosa consiste e in quale modo il tuo lavoro artistico è rappresentato in esso?
Il Casualismo si basa sulla creazione di un’opera partendo dal tratto di un gesto, apparentemente casuale, che sviluppandosi libera l’interiorità dell’artista con le proprie emozioni più profonde.
In molte mie opere mi riconosco in questo Movimento in quanto, spesso, molti miei lavori nascono senza un progetto preciso: da un elemento materico accostato ad un colore nasce la mia idea e da quel momento inizia a prendere forma la mia creazione.
Nelle mie opere coinvolgo molto l’istinto e la fantasia che sono il mezzo per trasmettere i miei sentimenti.
Attualmente, pur continuando ad esporre in mostre collettive con il movimento casualista, mi sto concentrando maggiormente sulle mostre personali.
L’arte del recupero e i “paesi sospesi”

Sonia Delponte “Paesi Sospesi”
Un tema ricorrente delle tue opere è la serie dei “paesi sospesi”. Ci fa pensare alla nota frase attribuita a Cesare Pavese “un paese ci vuole, non fosse altro che per il gusto di andarsene via…”
Il grande Cesare Pavese ebbe una visione in parte tragica della vita e lo si sottolinea anche in questa frase.
I miei “Paesi sospesi”, simbolo di leggerezza e sospensione, sono legati alla tradizione dei nostri luoghi, ma non rappresentano, necessariamente, una ricerca del lasciare o tornare, ma il piacere del ricordo di qualche cosa che è stato e che ci porteremo sempre nel cuore.
Il ricordo fa mantenere in vita.
Oltre agli assemblaggi e alle creazioni dell’arte del recupero nelle tue opere più recenti ti sei avvicinata anche alla pittura. Quali tecniche usi di preferenza? È possibile anche in questo caso usare materiali “recuperati” come supporto?
Le mie ultime opere sono piccole installazioni, dove ho scelto di fare dialogare i miei quadri con materiali che raccontassero l’atmosfera del momento, ricreando uno scorcio della situazione in forma tridimensionale.
I temi trattati sono di attualità, un esempio è “Rifugio nel suono”, che tratta l’argomento della guerra, oppure “Fuga interiore”, che vuole rappresentare il disagio adolescenziale, vissuto da molti giovani nel periodo del lockdown.
Ho utilizzato la tecnica dell’acquerello per i quadri e materiali semplici come legno, cemento, corda e vecchie cornici per l’ambientazione della storia.
Le prossime esposizioni
Ci puoi raccontare quali sono le tue prossime mostre personali o collettive?
Domenica 9 giugno in occasione della “Sagra delle Ciliegia” di Garbagna (Garbagna in Val Grue, non Garbagna Novarese, n.d.r.) ci sarà la mostra collettiva itinerante “artiste all’opera” con la partecipazione mia, di Manuela Serra Cocco ed Elena Tomaghelli.
Anche questo sarà un evento al “femminile” e all’aperto, nel cortile di uno dei palazzi più suggestivi del borgo, Palazzo Fieschi.
Sabato 15 giugno inaugura una nuova mostra che si intitola “Visioni Materiche” e che prosegue il lavoro di ricerca iniziato con “Narrazioni Materiche” questo autunno a Tortona, un’altra bi-personale con Manuela Serra Cocco, nella quale mi esprimerò attraverso la pittura, la scultura e l’arte del recupero. La mostra si terrà nella tenuta “Vigneti Repetto” sulle alture di Sarezzano e prevediamo che resti esposta almeno un mese.
Molte delle mie nuove opere saranno installazioni sul tema del “ricordo” che riprendono sia il tema dei paesi sospesi sia il lavoro con materiali di recupero.
Ad esempio, esporrò delle casette di cartapesta, con oggetti legati al passato, in grado di evocare qualcosa che è successo, riprendendo il fil rouge della ricerca artistica inaugurata con “Narrazioni Materiche”.
✍🏻 Andrea Macciò
Dove conoscere le opere di Sonia Delponte:
@artedelrecupero_sd (Instagram)
Artedelrecupero SD (Facebook)
www.soniadelponte.it (sito web)
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