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“Il Balcone del cielo” di Franca Pisani

Franca Pisani teleri

Il mondo femminile è il “fil rouge” che caratterizza la nuova mostra personale sui teleri site specific, “Il Balcone del Cielo”, dell’artista toscana Franca Pisani, esposta fino al 9 febbraio 2025 al Complesso di Sant’Agostino di Pietrasanta. Una mostra che è anche un’occasione per un approfondimento storico sul rapporto tra arte e movimento femminista in Italia.

I teleri site specific in omaggio alla figura femminile nell’arte e alla libertà delle donne

In occasione della mostra “Il Balcone del Cielo” Franca Pisani ha infatti realizzato un’installazione site specific composta da dieci “teleri” che rappresentano altrettante figure femminili. Il telero è un tipo di pittura con colori a olio che utilizzava tele di vaste proporzioni, in lino o canapa, montate su telaio di legno e applicate direttamente a una parete.

Molto usato nell’arte veneziana a partire dal XIV sec, il telero è oggi un supporto relativamente inusuale nell’arte contemporanea. Il “telero” è una delle forme espressive predilette da Franca Pisani nella sua produzione artistica più recente ed è il simbolo di un’arte che si propone di mettere in dialogo il passato con il contemporaneo. Se i primi furono presentati oltre 10 anni fa in occasione di una mostra al Museo d’Arte Contemporanea Hamburger Bahnohf, ex-Stazione di Berlino, l’unica conservata delle vecchie stazioni berlinesi, nel 2017 l’artista in occasione della mostra “Codice Archeologico-Il Recupero della Bellezza” al Macro Testaccio di Roma ha creato dieci teleri di grandi dimensioni raffiguranti quattro antichi siti archeologici di Palmira, Hatra, Nimrud e Bamiyan.

I “teleri” di Pietrasanta sono tutti di grandi dimensioni, e dal fondo nero emerge la luce irradiata dalle figure femminili, caratterizzate da colori caldi e molto saturi, di stampo espressionista, che creano un contrasto molto forte con il nero dello sfondo, di matrice “caravaggesca” e che nell’intento dell’artista rappresentano una celebrazione dell’energia e della libertà femminile. Nei teleri Franca Pisani ha idealmente rappresentato la storia delle donne e della loro secolare battaglia per essere considerate “soggetto” e non oggetto della società.

Ognuna delle donne di Franca Pisani è “unica”, sono corpi, volti, pensieri quelli rappresentati nei teleri dell’artista toscana che emergono dal nero dello sfondo e contrastano in maniera molto interessante con il contesto “classico” della mostra, quello rinascimentale del Complesso di Sant’Agostino. La mostra di Pietrasanta consolida il percorso di ritorno al manufatto alla pittura di Franca Pisani, le cui radici artistiche sono nell’ambito della ricerca dell’arte concettuale e della poesia visiva a Firenze, con esponenti del mondo dell’arte degli anni Settanta come Ketty La Rocca ed Eugenio Miccini.

teleri alghe
teleri donna

Opere di Franca Pisani (Foto Andrea Macciò)

Ketty la Rocca e l’arte femminista in Italia

Ketty La Rocca (1938-1976) è stata una delle artiste italiane che hanno lavorato con più intensità sul tema dello “stereotipo femminile” nella comunicazione e nell’arte, con l’obbiettivo di decostruirlo attraverso il linguaggio creativo.
A differenza di molte artiste della sua generazione, La Rocca ha partecipato diverse volte a mostre di sole donne, per promuovere la visibilità dell’energia creativa delle donne in un mondo che solo quarant’anni fa era in buona parte ancora in prevalenza appannaggio maschile.

L’artista, nata nella città di La Spezia e scomparsa a Firenze nel 1976 a soli 38 anni, è considerata oggi una delle maggiori rappresentanti italiane di “un’arte femminista” che ha messo al centro della propria ricerca l’analisi, la denuncia e la decostruzione degli stereotipi femminili e che negli anni Settanta si è espressa soprattutto con
linguaggi rivoluzionari per l’epoca come quello della poesia visiva, della Body Art e della performance.

Le opere di Ketty La Rocca sono state presenti alla prima mostra istituzionale del 2007 Wack! Art and the Feminist Revolution, del 2007, che si è tenuta a Los Angeles e che ha ripercorso il rapporto tra arte e movimenti di liberazione femminile. Il rapporto artistico con Ketty La Rocca ha influenzato la ricerca artistica successiva di Franca Pisani, e nella mostra di Pietrasanta troviamo quindi un omaggio a quasi cinquant’anni di ricerca artistica nella quale la volontà di scardinare gli stereotipi sociali sul femminile attraverso l’arte sono stati fondamentali.

teleri in mostra
teleri in mostra

Opere di Franca Pisani in esposizione al Complesso di Sant’Agostino di Pietrasanta (Foro Andrea Macciò).

Arte ed ecologia profonda: la ricerca di Franca Pisani sulle alghe marine

La seconda sezione della mostra è dedicata alla ricerca dell’artista grossetana sulle alghe marine: dopo aver studiato per molti anni le loro caratteristiche, Franca Pisani cerca di riportare sulla tela il “segno” filamentoso dell’alga, in tele caratterizzate dallo stesso sfondo nero e dagli stessi colori saturi di matrice espressionista delle figure di donna dell’installazione site specific.

Nella stessa sala, una scultura di grandi dimensioni composta da sabbie e polimeri si propone di sensibilizzare lo spettatore sul tema dell’erosione delle spiagge e delle dune. Il legame tra il pensiero femminista e quello della deep ecology, che abbiamo già affrontato nell’articolo sul progetto “Selvatico Ancestrale” di Giuditta Pellegrini, è presente anche nel percorso artistico di Franca Pisani e nella mostra “Il Balcone del Cielo”.

Album Operozio e Manumissio: il rapporto di Franca Pisani con l’arte concettuale

teleri in mostra a Pietrasanta locandina

L’ultima sezione della mostra ripercorre il rapporto artistico con Eugenio Miccini e la relazione di Pisani con l’arte concettuale. Troviamo l’opera collettiva “Album Operozio” pubblicazione manuale indipendente (le cui 50 copie furono realizzate in carta pergamena) che oggi è nella collezione della Biblioteca Hertziana di Monaco, della Yale University del Connecticut, un esempio di creatività artistica libera e incondizionata.

In questa sezione è esposta anche Manumissio, pubblicazione del 1977 curata da Enrico Crispolti, manifesto nel quale Pisani si allontana dall’arte concettuale a vantaggio di un ritorno al manufatto. A completare la mostra, alcune sculture e installazioni negli spazi all’aperto del complesso di Sant’Agostino: due realizzazioni del 2008 (Il gioco e il mito e L’erosione delle sabbie) e una del 2009 (Anima primitiva in bronzo) che l’artista ha esposto alla Biennale di Venezia dello stesso anno.

Una mostra antologica “a ritroso” per scelta dell’artista stessa, che parte da opere realizzate appositamente per l’esposizione per ripercorrere le tappe del suo percorso artistico e creativo, e che apre una finestra molto interessante sull’apporto delle artiste alla “rivoluzione” concettuale degli anni Settanta, a movimenti come quello della “poesia visiva” e al fermento artistico della Firenze degli anni Settanta.

Tra gli aspetti senza dubbio più interessanti di questa mostra, la ricostruzione del rapporto artistico tra Franca Pisani, allora giovanissima e agli inizi della sua carriera, e Ketty La Rocca, artista dalla carriera e dalla vita breve e intensa, che è stata tra le pochissime rappresentanti dell’“arte femminista” in Italia negli anni Settanta.

Un movimento artistico che ha contribuito a rivoluzionare il mondo dell’arte portando, dopo aver almeno in parte decostruito alcuni stereotipi sociali sul femminile, tecniche come la performance e la Body Art la creatività delle donne al centro della scena artistica contemporanea.

La mostra resterà aperta fino al 9 febbraio con orario 16-19 dal martedì al venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 presso il Complesso di Sant’Agostino, Pietrasanta (Lu).

Andrea Macciò ✍🏻️

Sito personale dell’artista
www.francapisani.com

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