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L’abbandono scolastico delle ragazze

L’abbandono scolastico per I bambini che vivono in povertà è una realtà che ostacola la loro progressione nell’istruzione. Ma la posta in gioco è particolarmente alta per le ragazze. Queste barriere vanno da ampie limitazioni istituzionali, come leggi e politiche inadeguate in materia di violenza sessuale, mutilazioni genitali femminili o matrimonio infantile, fino alla deliberata presa di mira dell’istruzione delle bambine, riscontrata, ad esempio, in Afghanistan, Nigeria e Pakistan, che può portare al loro danneggiamento fisico, oltre che al loro allontanamento dalla scuola. Sono sei i fattori principali che impediscono alle ragazze e alle donne di frequentare la scuola.
Il costo dell’istruzione
Secondo la Banca Mondiale, la povertà è il fattore più importante che determina la possibilità di accesso all’istruzione per le ragazze. Anche nelle aree in cui i genitori non devono pagare le tasse scolastiche, può essere difficile sostenere i costi di trasporto, libri di testo o uniformi. Inoltre, i genitori fanno spesso affidamento sul reddito delle ragazze per sostenere la famiglia, e mandare una ragazza a scuola significa farle passare meno tempo ad aiutare in casa.
Se le famiglie non possono permettersi i costi della scuola, è più probabile che mandino a scuola i ragazzi che le ragazze. Quando i genitori devono decidere tra l’acquisto di beni di prima necessità come il cibo e gli assorbenti igienici, le ragazze sono costrette a smettere di studiare perché non riescono a gestire le mestruazioni. Le famiglie, inoltre, permettono alle loro ragazze di contrarre matrimoni infantili se non possono più permettersi di provvedere a loro.
Pregiudizi di genere
All’interno delle scuole, il modo in cui le ragazze vivono l’istruzione e la natura cumulativa degli svantaggi che devono affrontare le rendono vulnerabili al rischio di abbandono. Troppo spesso i materiali curricolari, i processi di insegnamento e apprendimento, i sistemi di valutazione e le aspettative degli insegnanti sono fortemente legati al genere e, se combinati con la mancanza di insegnanti donne, rappresentano un grosso ostacolo al completamento dell’istruzione e dell’apprendimento delle ragazze.
Matrimonio infantile e gravidanza
Il matrimonio infantile, ovvero il matrimonio di un minore di età, è diffuso in tutto il mondo, ma si verifica in modo sproporzionato nei Paesi in via di sviluppo. I genitori lasciano che le loro figlie si sposino per vari motivi. Alcuni credono di proteggere le loro figlie dai danni o dallo stigma associato all’avere una relazione al di fuori del matrimonio, ma le spose bambine che perdono l’istruzione hanno anche maggiori probabilità di incorrere in gravidanze precoci, malnutrizione, violenza domestica e complicazioni della gravidanza. Per le famiglie che si trovano in difficoltà economiche, il matrimonio infantile riduce l’onere economico, ma finisce per essere più difficile per le ragazze ottenere l’indipendenza finanziaria senza istruzione.
Nel mondo ci sono circa 700 milioni di donne che sono state sposate da bambine, come ha riferito l’UNICEF nel 2017. Secondo l’UNICEF, nell’Africa subsahariana 4 ragazze su 10 sono sposate al di sotto dei 18 anni e l’Asia meridionale, dove circa il 30% delle ragazze sotto i 18 anni è sposato, registra i livelli più alti di matrimoni infantili.
In Malawi, Nigeria e Sierra Leone, il matrimonio e la gravidanza tengono lontano dall’istruzione circa il 10% degli adolescenti, soprattutto ragazze. In molti casi, ciò è dovuto a politiche e regole implicite ed esplicite che escludono dalla scuola le adolescenti incinte e le giovani madri.
Mancanza di servizi igienici adeguati
La mancanza di latrine private e separate e di strutture per lavarsi nelle scuole con scarse risorse rappresenta un rischio spesso inaccettabile per la dignità e i diritti umani fondamentali delle ragazze. L’assenza di tali strutture di base è un problema particolare per le ragazze che hanno le mestruazioni ed è stata citata in Africa e in Asia, in particolare, come fattore di abbandono degli studi da parte delle ragazze.
Lavori domestici forzato
Il lavoro domestico forzato crea nelle ragazze una bassa autostima e una mancanza di interesse per l’istruzione. Le responsabilità degli adulti, come prendersi cura dei genitori malati o fare da babysitter ai fratelli, tendono a ricadere sulle ragazze.
In tutto il mondo, le ragazze passano il 40% del tempo in più rispetto ai ragazzi a svolgere lavori domestici non retribuiti, come cucinare, pulire e raccogliere acqua e legna da ardere. Alcune di queste faccende mettono le ragazze a rischio di violenza sessuale.
In Burkina Faso, Yemen e Somalia, le ragazze di età compresa tra i 10 e i 14 anni sopportano il peso più sproporzionato delle faccende domestiche rispetto ai ragazzi. In Somalia, le ragazze trascorrono il maggior numero di ore di lavoro domestico al mondo, con una media di 26 ore a settimana.
Violenza di genere
La violenza di genere può assumere molte forme, tra cui abusi fisici e sessuali, molestie e bullismo. Sopravvivere a stupri, coercizioni, discriminazioni e altri tipi di abusi influisce sull’iscrizione delle ragazze, riduce la loro partecipazione e i loro risultati e aumenta i tassi di assenteismo e di abbandono scolastico.
Si stima che ogni anno 246 milioni di ragazze e ragazzi subiscano molestie e abusi mentre si recano a scuola, ma le ragazze sono prese di mira in modo sproporzionato. La Tanzania ha rilevato che quasi una ragazza su quattro che ha subito violenza sessuale ha riferito di aver subito l’incidente durante il viaggio verso o da scuola, e quasi il 17% ha riferito che almeno un incidente si è verificato a scuola o nella proprietà della scuola.
I genitori sono meno propensi a permettere alle figlie di recarsi a scuola se devono percorrere lunghe distanze non sicure. In Tagikistan, il 15% delle ragazze non scolarizzate ha riferito che la famiglia ha impedito loro di andare a scuola perché preoccupata per la loro sicurezza.
Cosa si sta facendo?
L’Obiettivo globale 4 mira a garantire un’istruzione di qualità inclusiva ed equa per tutti, in particolare per le ragazze e le donne, entro il 2030. Diverse organizzazioni si stanno impegnando per raggiungere questo obiettivo attraverso varie strategie, dalla promozione della revisione dei programmi e delle politiche scolastiche alla promozione di un accesso paritario alla tecnologia nelle scuole.
L’UNICEF sta dando priorità alle iniziative di istruzione secondaria femminile che affrontano le norme discriminatorie di genere e la gestione dell’igiene mestruale nelle scuole. Education Cannot Wait, il primo fondo al mondo dedicato all’istruzione in situazioni di crisi e conflitto, promuove ambienti di apprendimento sicuri, migliora le competenze degli insegnanti e sostiene programmi educativi che rispondono alle esigenze di genere. Il Malala Fund, fondato dall’attivista pakistana e premio Nobel Malala Yousafzai, investe in attivisti locali per l’istruzione, si adopera per responsabilizzare i leader e amplifica la voce delle ragazze.
Joana Donato ✍🏻️
Istruzione e parità di genere: sfide e opportunità nell’educazione femminile globale
Per approfondimenti: 7 Obstacles to Girls’ Education and How to Overcome Them