Dalle aule al lavoro: Il ruolo delle STEM per l’Empowerment Femminile

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L’aumento della presenza delle donne nelle discipline STEM, in un mondo in trasformazione e sempre più legato all’economia digitale, è un fattore decisivo per colmare il divario di genere a livello globale. Si tratta di un passaggio fondamentale per dare potere economico alle donne e affrontare la carenza personale qualificato, necessaria per soddisfare la crescente domanda di posti di lavoro nel settore tecnologico.

✍🏻️ Joana Donato

Il rapporto UNESCO 2021 sulla presenza delle donne in campo scientifico sottolinea come le donne rappresentano solo il 28% dei laureati in ingegneria, il 40% dei laureati in informatica e il 22% degli specialisti in intelligenza artificiale.

Sono state condotte interviste a studentesse universitarie per capire le motivazioni che le hanno condotte a scegliere e perseguire percorsi accademici in campo scientifico. È emerso che le ragazze di solito iniziano a interessarsi alle discipline STEM tra i 13 e i 18 anni. Questo interesse è influenzato dalle lezioni scolastiche, dalla partecipazione ad attività STEM e dall’esposizione a contenuti STEM in televisione.

Ebbene, sono i padri i maggiori sostenitori delle ragazze che perseguono questo tipo di istruzione. Al contrario, molte madri tendono a incoraggiare percorsi più tradizionali, come l’insegnamento o l’infermieristica, ritenendo che le carriere STEM siano più adatte agli uomini e possano complicare i loro futuri ruoli di mogli.

STEM e parità di genere

La sottorappresentazione delle donne nelle discipline scientifiche è comune in ogni regione del mondo. Un rapporto del 2020 della Banca Mondiale sulle tendenze globali della partecipazione di donne e ragazze in campo scientifico ha rilevato che, sebbene i tassi di laurea siano più alti tra le donne rispetto agli uomini, le donne sono meno propense a intraprendere studi in ambiti STEM. Inoltre, coloro che studiano discipline scientifiche sono meno propense a intraprendere carriere STEM e tendono a uscirne prima rispetto ai colleghi maschi.

Un paradosso interessante, riscontrato a livello globale, è che il divario di genere nelle STEM si amplia con l’aumento del reddito del paese e della parità di genere. Mentre nei paesi a basso reddito le donne hanno il 7% di probabilità in meno di iscriversi a programmi di alta formazione in ingegneria, manifattura e costruzioni, il divario si amplia al 17% nei paesi ad alto reddito. Seguendo questa tendenza, Myanmar, Azerbaigian, Thailandia e Georgia sono tra i paesi con il maggior numero di ricercatrici in campo scientifico.

I paesi con maggiore parità di genere tendono anche ad essere stati assistenziali, che offrono un alto livello di sicurezza sociale ai loro cittadini, rispetto a quelli con minore parità di genere. Nei paesi con meno opportunità economiche o dove il lavoro può essere precario, una carriera STEM ben remunerata e relativamente sicura può essere più attraente per le donne. Nei paesi più ricchi, dove qualsiasi scelta di carriera appare relativamente sicura, le donne possono sentirsi libere di fare scelte basate su fattori non economici.

STEM in India: il ‘leaky pipeline’

L’India ha il numero più alto di laureati STEM, sia uomini che donne. Sebbene il numero di donne che scelgono corsi STEM sia in costante aumento, cresce anche il numero di coloro che abbandonano gli studi mentre passano dall’istruzione alle carriere.

Nonostante l’alta proporzione di laureate STEM, le donne rappresentano meno di un terzo della forza lavoro STEM in India, con il 27%. Questo fenomeno di sottorappresentazione delle donne, comune a molti paesi, è stato definito “leaky pipeline” (letteralmente il ‘tubo che perde’), indicando che, nonostante la capacità di avere successo in questo tipo di carriera, le donne tendono a non concludere il percorso iniziato e ad abbandonare gradualmente il mercato del lavoro.

Una recente valutazione del governo indiano ha attribuito la minore partecipazione femminile nella forza lavoro STEM alle responsabilità familiari affrontate dalle donne, che portano a interruzioni di carriera e prolungate assenze dal lavoro.

Per costruire un futuro equo e prospero, è essenziale affrontare il divario di genere nelle STEM con iniziative concrete che supportino le donne in ogni fase del loro percorso, dall’educazione al lavoro. Promuovere modelli positivi, abbattere gli stereotipi e garantire politiche di sostegno per la conciliazione tra vita privata e carriera sono passi fondamentali. Solo così potremo dare risalto al potenziale ancora inespresso delle donne nelle STEM, creando società più innovative, inclusive e competitive.

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