ALESSIA COTTA RAMUSINO ha dedicato la ballata Yallah alle donne afghane in occasione del premio ricevuto a Santa Margherita Ligure “La bellezza rimane”
“I give voice to your voices, to your souls with my song”
Nella splendida cornice di Villa Durazzo, immersa nel parco storico affacciato sul Golfo del Tigullio, a Santa Margherita Ligure si è tenuta il 27 agosto scorso, la cerimonia di premiazione del Premio Internazionale di Poesia e Civiltà “La bellezza rimane”, evento di spicco del Festival Nazionale di Bioetica, giunto alla sua ottava edizione, quest’anno dedicato al tema “Intelligenze. Uomo, ambiente, animali”.
La manifestazione ha raccolto un numeroso pubblico, affascinato dalla bellezza del luogo e dalle tematiche proposte, quest’anno legate all’intelligenza artificiale, argomento topico assurto alla ribalta per gli innumerevoli risvolti etici.
La giornata ha visto la consegna dei prestigiosi Premi alla Carriera a due protagoniste della cultura contemporanea: Vandana Shiva, scienziata e attivista globale, e Alessia Cotta Ramusino, artista poliedrica e difensora dei diritti delle donne.
Il riconoscimento a Vandana Shiva è stato presentato in un video che ha emozionato la platea (il premio le era già stato assegnato nel corso della tappa italiana, a Pesaro, del suo tour 2024), mentre Alessia Cotta Ramusino ha catturato l’attenzione degli intervenuti con una performance artistica e la presentazione dell’audiolibro appena uscito – edito da LibriVivi e distribuito da Audible – tratto dalla sua opera “100 donne vestite di rosso” (Erga, 2023) interpretato dalla pluripremiata attrice Viola Graziosi che restituisce intensità all’opera facendone assumere una dimensione ancora più potente e coinvolgente, trasformando l’ascolto in un momento di profonda presa di coscienza e di riflessione.

La premiazione del Premio Internazionale di Poesia e Civiltà “La bellezza rimane“
Un premio per il contributo artistico e l’attivismo
Alessia Cotta Ramusino, ha ricevuto il premio per il suo contributo all’arte e all’attivismo per i diritti delle donne. “Per il suo lavoro che ispira la società a comprendere la condizione della donna nel mondo”, si legge nella motivazione, che ha messo in luce l’importanza del suo messaggio artistico e sociale.
Durante la cerimonia, Alessia Cotta Ramusino ha anche letto alcune pagine del suo libro, ed interpretato la sua nota ballad YALLAH, conquistando il pubblico con la sua sensibilità, la sua straordinaria voce e il suo talento.
Ed è proprio in Yallah che Alessia ha incastonato un nuovo messaggio umanitario, dedicandola alle donne in Afghanistan. Per sensibilizzare sulla recente entrata in vigore della legge per “la propagazione della virtù e la prevenzione del vizio” che limita in maniera ancora più estrema la libertà delle donne e la loro possibilità di esprimersi e vivere lo spazio pubblico, a tre anni dal ritorno al potere dei talebani in Afghanistan.
Ancora una volta è importante portare l’attenzione sul fatto che il controllo del corpo delle donne sia la chiave per il controllo politico e sociale dell’intera società. Un concetto che fino a non molti anni fa era diffuso anche in “Occidente” e dal quale neppure oggi possiamo dirci del tutto liberi, visto che nessun diritto è mai acquisito per sempre.
Per questo, è fondamentale continuare il lavoro di sensibilizzazione e divulgazione sul tema della libertà delle donne, dal quale passa quello dell’intera società.

Alessia Cotta Ramusino nella veste di Ambasciatrice UNICEF per la Liguria
Alessia Cotta Ramusino, che ha vissuto una parte della vita in Medio Oriente, cerca di farlo attraverso la musica, l’arte e la bellezza. “Chi mi conosce sa che ho vissuto a Birjand, il capoluogo della provincia del Khorasan meridionale, nella parte orientale dell’Iran vicino al confine con l’Afghanistan dove le culture dell’uno e dell’altro paese si compenetravano, si mischiavano. Il nome Khorasan in persiano significa “dove origina il sole” ed ha un’assonanza con la parola italiana “cuore”. L’amore per questa terra è fortissimo perché corrisponde alla mia infanzia, il mio imprinting.
Due terre, due anime che convivono in me, quella occidentale e medio-orientale che cerco di coniugare con l’intento di dar loro un’unica voce, così difficile farlo socialmente e politicamente, almeno tento di farlo attraverso la musica, questo magnifico veicolo di comunicazione più veloce ed efficace per dare voce a temi umanitari di primaria importanza” ha affermato la fondatrice del movimento 100donnevestitedirosso.
Yallah la ballad dedicata alle donne afghane
Per questo, durante l’evento del 27 agosto, ha voluto dedicare la tua ballad alle donne afghane e alla loro condizione di segregazione: “Era il 15 agosto del 2021 quando i Talebani presero il potere in Afghanistan.
I primi provvedimenti attuati furono diretti alle restrizioni delle libertà delle donne. Nei paesi medio-orientali, che ho avuto l’occasione di vivere da bambina, il pensiero della classe dominante, e di chi detiene il potere, è che il controllo della società passa dal controllo delle donne. Limitare le libertà delle donne significa gestire l’intera società, averla in pugno. I talebani sono consapevoli del grande potere delle donne e pertanto ne hanno paura.
Il 22 agosto 2024, è entrata in vigore una nuova legge che limita ancora di più i diritti delle donne, la possibilità di esprimersi, le loro azioni in pubblico. La nuova legge del ministero per “la propagazione della virtù e la prevenzione del vizio” è la prima promulgata da quando è stato istituito. Nella legge composta da 35 articoli si legge che per una donna è obbligatorio velare il proprio corpo sempre in pubblico ed è essenziale coprire il viso per evitare tentazioni e di tentare gli altri. Anche la loro voce è considerata intima e quindi non dovrebbe essere ascoltata mentre la donna canta, recita o legge ad alta voce in pubblico. È vietato alle donne guardare uomini con cui non sono imparentate per sangue o matrimonio (e viceversa). I Talebani subito dopo la presa di Kabul avevano dichiarato che il loro governo non avrebbe messo a rischio i diritti delle donne.
É diventato chiaro pochi mesi dopo che la direzione seguita è esattamente l’opposta.
Con 100donnevestitedirosso, il movimento di sensibilizzazione di cui sono fondatrice, siamo scese in campo anche nel 2021, proprio al Festival Nazionale di Bioetica nella serata che inaugurava il G20 delle donne a Santa Margherita ligure, realizzando l’iconico flashmob #100donnevestitedirosso e diffondendo i messaggi delle donne afghane. Oggi continuiamo a combattere al loro fianco per i loro diritti che sono i nostri diritti e i diritti delle donne di tutto il mondo” ha affermato Alessia Cotta Ramusino, cercando di dare voce a chi non ne ha, alle donne afghane alla quali persino il canto è vietato, con la sua musica.

L’iconico flashmob Yallah all’inaugurazione del G20 delle donne del 2021 a Santa Margherita Ligure
✍🏻 Andrea Macciò
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